IRPEF 23–33–43% (L. 199/2025) · aliquote INPS e NASpI aggiornateAggiornato 2026

Segnala un errore

Come funziona la correzione di un dato sbagliato: che cosa serve per segnalarlo, con quali tempi interveniamo e che cosa dichiariamo pubblicamente.

3informazioni per segnalare
Priorità 1errori di aliquota
In chiarocorrezioni dichiarate

Un sito che pubblica ottomila pagine di numeri sbaglierà prima o poi: una delibera comunale letta male, una soglia aggiornata in ritardo, un caso limite che la formula non prevedeva. La domanda utile non è se capiterà, ma che cosa succede quando capita.

Qui la risposta è scritta prima: si verifica contro la fonte, si corregge alla radice — nel motore di calcolo, non nella singola pagina — e si dichiara che cosa è cambiato.

Che cosa ci serve per verificare

  1. L’indirizzo della pagina. Copialo dalla barra del browser. Molti calcoli esistono in più versioni (RAL, comune, CCNL, professione): senza l’indirizzo non sappiamo quale guardare.
  2. I numeri che hai inserito. RAL o netto, mensilità, comune, eventuali opzioni. Un risultato senza input non è riproducibile.
  3. Il valore che ti aspettavi e da dove viene. La busta paga, una tabella ufficiale, una circolare. È la parte più preziosa: indica dove cercare la differenza.
Scrivi a [email protected]. Non allegare cedolini o documenti personali: non ci servono per verificare una formula e non li conserviamo.

Come classifichiamo la segnalazione

Non tutti gli errori pesano allo stesso modo. Un’aliquota sbagliata si propaga su migliaia di pagine, un refuso resta dov’è: la priorità segue il numero di risultati che l’errore ha alterato.

Tipo di errorePrioritàChe cosa facciamo
Aliquota, soglia o massimale sbagliatoMassimaCorrezione nel motore, ricostruzione di tutte le pagine coinvolte e nota pubblica in questa pagina
Formula o ordine delle operazioni erratoMassimaCorrezione, nuovo valore di controllo in metodologia e nuovo test automatico che impedisce il ritorno dell’errore
Delibera comunale non aggiornataAltaVerifica sulla raccolta MEF e aggiornamento del dataset delle addizionali
Calcolatore che non rispondeAltaCorrezione tecnica alla prima pubblicazione utile
Testo impreciso o ambiguoMediaRiscrittura del passaggio; se è una domanda ricorrente diventa una voce nelle FAQ
Refuso, link rotto, grafico illeggibileOrdinariaSistemato nella pubblicazione successiva, senza nota pubblica
Fonte più recente disponibileAltaRilettura dell’atto e aggiornamento del valore con la nuova data di decorrenza

Che cosa succede dopo

  1. Verifica contro la fonte. Si riapre l’atto originale citato in fonti. Se la segnalazione ha ragione si procede; se il risultato del sito era corretto, si risponde spiegando perché e spesso si chiarisce il punto anche in pagina.
  2. Correzione alla radice. Il valore si cambia nel motore di calcolo, non nel testo della singola pagina: così la correzione arriva contemporaneamente a tutte le pagine che lo usano e non restano copie vecchie in giro.
  3. Nuovo test automatico. Il caso che ha prodotto l’errore diventa un test permanente: da quel momento la pubblicazione si interrompe se il valore torna sbagliato.
  4. Dichiarazione pubblica. Se il risultato mostrato agli utenti è cambiato, la correzione viene annotata qui con la data e con la differenza rispetto a prima.

Correzioni dichiarate

Nessuna correzione sostanziale registrata dalla pubblicazione. In questa sezione compaiono soltanto le modifiche che hanno cambiato un risultato di calcolo. Non vengono annotati i normali aggiornamenti annuali di aliquote e massimali, che seguono l’entrata in vigore delle nuove norme e sono descritti nel calendario di redazione e metodo, né gli interventi redazionali su testi e grafica.

Quando una voce sarà presente indicherà quattro elementi: la data, la pagina o il gruppo di pagine interessate, che cosa mostravano prima e che cosa mostrano ora.

Prima di segnalare: le differenze normali

Alcuni scarti non sono errori ma conseguenze dichiarate delle convenzioni di calcolo. Vale la pena escluderli, così la segnalazione arriva già a fuoco.

Se noti che…La causa probabile è
Il netto mensile non coincide con il bonificoMensilità diverse da tredici, ratei o conguaglio di dicembre
L’addizionale è più alta o più bassaLa pagina generica usa un’aliquota media; quella del tuo comune è nella pagina dedicata
L’IRPEF sembra troppo altaFamiliari a carico e oneri deducibili non sono applicati: abbassano l’imposta effettiva
Il TFR calcolato è diverso da quello in busta pagaBase di calcolo contrattuale diversa dalla retribuzione utile ordinaria
La NASpI mostrata è più alta del previstoIl décalage riduce l’importo dopo alcuni mesi, e il massimale può già aver tagliato il calcolo
Quanto valgono al mese le differenze che non sono errori
Scarto sul netto mensile a parità di RAL da 30.000 €128Mensilitàtredici invece di quattordici89Comunealiquota minima o massima56Superminimo100 € lordi al mese10Rateaddizionali su undici mesi

Nessuna delle quattro è un errore di calcolo. La prima dipende dal CCNL applicato, la seconda dall’indirizzo di residenza al 1º gennaio, la terza da un accordo individuale che il calcolatore non può conoscere, la quarta da come il datore ripartisce nell’anno le addizionali — spesso su undici buste invece che su tutte. Sono anche le prime cose da controllare, perché pesano molto più di quanto sembri: le prime due da sole valgono 217 € al mese. Vale la pena escluderle prima di scrivere; se dopo averle escluse lo scarto resta, allora è una segnalazione utile.

Tutte le convenzioni di calcolo, in dettaglio ›

CS

Redazione Calcolo Stipendio

Gruppo di lavoro su retribuzioni, fisco e contributi. Legge le circolari INPS e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, trasporta le tabelle ufficiali dentro il motore di calcolo e ne verifica il risultato contro gli esempi pubblicati dagli enti.

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Domande frequenti

Come segnalo un errore?

Con una e-mail a [email protected] che contenga tre cose: l’indirizzo della pagina, i valori che hai inserito e il risultato che ti aspettavi, possibilmente con la fonte da cui lo ricavi. Una segnalazione così si verifica in pochi minuti.

In quanto tempo correggete?

Un errore di aliquota o di formula viene corretto entro pochi giorni dalla verifica, perché riguarda tutte le pagine che usano quel valore. Un refuso o un problema grafico segue la pubblicazione successiva. Un dato che dipende da una fonte non ancora uscita non viene inventato: resta il valore precedente, dichiarato come tale.

Pubblicate le correzioni che fate?

Sì, quando l’errore ha cambiato un risultato. Un calcolatore che si corregge in silenzio chiede la stessa fiducia cieca di un calcolatore che non sbaglia mai: dichiarare che cosa è cambiato è parte del metodo, non un’ammissione imbarazzante.

Ho un risultato diverso: è sempre un vostro errore?

Non sempre, ed è utile controllarlo prima. Le differenze più frequenti nascono da addizionali comunali diverse, da un numero di mensilità diverso, dai familiari a carico che qui non vengono applicati o dal conguaglio di fine anno. La pagina metodologia elenca tutte le convenzioni adottate.

Segnalate anche gli errori che trovate da soli?

Sì. La maggior parte delle correzioni nasce dai controlli interni, non dalle segnalazioni: il criterio di pubblicazione è lo stesso, se un numero pubblicato è cambiato lo diciamo.