Il calcolo per le prestazioni occasionali: ritenuta del 20%, netto da incassare, calcolo inverso per la ricevuta, marca da bollo e soglia INPS dei 5.000 €.
| Compenso lordo | Ritenuta 20% | Netto incassato | Bollo 2 € |
|---|---|---|---|
| 50 € | 10 € | 40 € | no |
| 100 € | 20 € | 80 € | sì |
| 200 € | 40 € | 160 € | sì |
| 500 € | 100 € | 400 € | sì |
| 1.000 € | 200 € | 800 € | sì |
| 1.500 € | 300 € | 1.200 € | sì |
| 2.000 € | 400 € | 1.600 € | sì |
| 3.000 € | 600 € | 2.400 € | sì |
| 5.000 € | 1.000 € | 4.000 € | sì |
La ritenuta non è una tassa in più: è un anticipo delle imposte che il prestatore dovrà comunque pagare in dichiarazione. Se l’aliquota effettiva finale è inferiore al 20%, la differenza torna indietro come credito.
Il calcolo inverso è la parte in cui si sbaglia più spesso. La ritenuta si applica sul lordo, quindi per risalire dal netto non basta riaggiungere il 20% tolto: bisogna dividere per 0,80. Le due operazioni non sono simmetriche, e la differenza è tutta a carico di chi presta il servizio.
Il lordo si ottiene dividendo il netto per 0,80, cioè aggiungendo il 25% — non il 20%. È l’errore più comune nelle trattative: chi somma il 20% a 800 € scrive 960 € e ne incassa 768, non 800.
Finché i compensi occasionali restano sotto la soglia annua, l’unico prelievo è la ritenuta. Superata la soglia entrano in gioco i contributi previdenziali, che si calcolano solo sulla parte eccedente ma cambiano sensibilmente il netto reale.
Fino a 5.000 € l’anno il prelievo immediato è il 20% secco. Oltre quella soglia, sulla parte eccedente si aggiunge la Gestione Separata (33,72% complessivo, di cui 1/3 a carico del prestatore = 11,24%): a 10.000 € il prelievo effettivo sale al 25,6%. La soglia si conta sommando tutti i committenti, non contratto per contratto.
Sul compenso lordo pattuito si trattiene il 20%: con 1.000 € lordi la ritenuta è 200 € e il netto incassato 800 €. Il committente versa la ritenuta all’Erario con F24 (codice 1040) entro il 16 del mese successivo, come acconto delle imposte del prestatore.
Si divide il netto per 0,80: per incassare 800 € netti serve una ricevuta da 1.000 € lordi. Attenzione a concordare sempre se il compenso pattuito è lordo o netto: la differenza è del 25% sul lordo.
Sulle ricevute di prestazione occasionale con importo superiore a 77,47 € va applicata una marca da bollo da 2 €. Per prassi è a carico del prestatore, ma le parti possono accordarsi diversamente; senza bollo la ricevuta è irregolare.
Non esiste un tetto ai compensi, ma oltre 5.000 € lordi l’anno (sommando tutti i committenti) scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi (aliquota 2026: 33,72% per chi non ha altra copertura, 24% per pensionati e già assicurati) sulla parte eccedente. Va inoltre valutata l’abitualità: se l’attività è continuativa serve la partita IVA.
Sì: sono redditi diversi (art. 67 TUIR) da riportare in dichiarazione. La ritenuta del 20% è solo un acconto: se la tua aliquota effettiva è più alta pagherai la differenza, se è più bassa (o non raggiungi il minimo imponibile) la recuperi come credito.
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