Calcolo Stipendio è un progetto indipendente che traduce aliquote, scaglioni e tabelle contributive italiane in calcolatori gratuiti e verificabili.
In Italia lo stipendio lordo non dice quasi nulla. Tra la RAL scritta nel contratto e il bonifico che arriva il 27 del mese si interpongono tre aliquote IRPEF, due detrazioni che si riducono al crescere del reddito, un contributo INPS con un’addizionale sopra una certa soglia, un’addizionale regionale che cambia in 21 modi diversi e un’addizionale comunale che ha 7.896 varianti — una per ogni comune.
Nessuno di questi passaggi è difficile preso da solo. Il problema è che stanno in posti diversi: una legge di bilancio, una circolare INPS di gennaio, un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, una delibera comunale pubblicata sul portale del federalismo fiscale. Questo sito li mette insieme e mostra il passaggio intermedio, così che il risultato possa essere ricontrollato riga per riga.
Il grafico qui sotto è la ragione per cui abbiamo cominciato. L’addizionale comunale sembra un dettaglio da poche decine di euro, e in effetti lo è finché la si guarda come un numero solo: il problema è che quel numero non esiste. Ne esistono 7.896, uno per comune, deliberati ogni anno separatamente.
4.336 comuni su 7.896 (55%) stanno esattamente sul tetto ordinario dello 0,80%, ma 965 non chiedono nulla e altri 537 restano sotto lo 0,40%. Applicare un’aliquota media nazionale, come fanno quasi tutti i calcolatori, vuol dire usare il numero sbagliato in 3.560 comuni su 7.896. Solo 12 comuni superano lo 0,80%, in deroga concessa a chi ha un piano di rientro dal debito — tra loro Roma, Napoli, Torino e Genova. Per questo ogni comune ha la sua scheda con l’aliquota deliberata, non una media.
Non siamo affiliati a enti previdenziali, patronati, CAF, società di somministrazione o piattaforme di ricerca del lavoro. Non vendiamo servizi, non raccogliamo curriculum e non passiamo contatti a nessuno. Il quadro completo è nelle note legali e nei termini di utilizzo.
Gruppo di lavoro su retribuzioni, fisco e contributi. Legge le circolari INPS e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, trasporta le tabelle ufficiali dentro il motore di calcolo e ne verifica il risultato contro gli esempi pubblicati dagli enti.
Il metodo di lavoro, il calendario di aggiornamento e la procedura di correzione sono descritti nella pagina redazione e metodo.
Il sito è curato dalla Redazione Calcolo Stipendio, un gruppo di lavoro che si occupa di leggere le fonti su retribuzioni, imposte e contributi e di trasformarle in strumenti di calcolo. Non è uno studio di consulenza del lavoro e non segue pratiche.
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Raramente al centesimo, e la pagina lo dice ogni volta. Un calcolatore conosce la RAL e il comune; non conosce il tuo CCNL, i superminimi, i familiari a carico, il welfare aziendale, i ratei e il conguaglio di dicembre. Serve a capire l’ordine di grandezza e a controllare che il cedolino non contenga errori grossolani.
Nella quasi totalità dei casi la differenza nasce da tre cose: le addizionali regionali e comunali usate (molti siti applicano una media nazionale, noi la delibera del singolo comune), il numero di mensilità impostato e il trattamento del taglio del cuneo fiscale. La pagina metodologia spiega quale scelta facciamo e perché.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.