Quanto vale la pensione contributiva per chi guadagna 2.200 € lordi al mese, da 20 a 42 anni di contributi.
Per uno stipendio di 2.200 € lordi al mese (RAL 28.600 € su 13 mensilità), ecco la pensione stimata col metodo contributivo puro al variare degli anni di lavoro, con uscita a 67 anni.
| Anni di contributi | Montante stimato | Pensione lorda/mese | Pensione netta/mese | % dello stipendio |
|---|---|---|---|---|
| 20 | 188.760 € | 814 € | 746 € | 37% |
| 25 | 235.950 € | 1.018 € | 885 € | 46% |
| 30 | 283.140 € | 1.221 € | 1.023 € | 56% |
| 35 | 330.330 € | 1.425 € | 1.162 € | 65% |
| 40 | 377.520 € | 1.629 € | 1.300 € | 74% |
| 42 | 396.396 € | 1.710 € | 1.356 € | 78% |
Ipotesi: 13 mensilità, aliquota di computo 33%, montante rivalutato in linea con la crescita dei salari, coefficiente di trasformazione a 67 anni (5,608%, biennio 2025–2026), addizionali medie.
Nel sistema contributivo non esistono scalini: la pensione è il risultato di quanto hai versato, quindi cresce quasi linearmente con gli anni di lavoro. Il tasso di sostituzione — la quota di ultimo stipendio che la pensione sostituisce — è il numero che conta davvero.
Il tasso cresce in modo proporzionale agli anni versati: ogni anno di lavoro in più vale circa 1,9% di pensione in più. Cinque anni di buchi contributivi costano quindi circa 204 € al mese, per sempre.
Stima molto semplificata. Il calcolo assume uno stipendio costante in termini reali per tutta la carriera e ignora le quote retributive di chi ha contributi prima del 1996, i riscatti, la contribuzione figurativa e le finestre. Chi è interamente nel contributivo, inoltre, deve raggiungere soglie minime di importo per uscire a 67 anni. Per un conteggio ufficiale usa “La mia pensione futura” sul sito INPS.
Sulla pensione non si versano contributi INPS: si pagano solo IRPEF (con le detrazioni da pensione) e addizionali. Per questo il divario lordo–netto è più piccolo di quello di una busta paga: con 40 anni di contributi, da 1.629 € lordi restano circa 1.300 € netti.
Sulla pensione non si versano contributi INPS: il prelievo è solo fiscale e vale il 20,1%. Su uno stipendio dello stesso importo lordo il prelievo complessivo sarebbe ben più alto.
Il confronto che serve davvero non è lordo contro lordo, ma netto oggi contro netto domani: è quello che cambia il tenore di vita. Con uno stipendio di 2.200 € lordi al mese oggi porti a casa 1.731 € netti; ecco come si ridimensiona la cifra al variare degli anni versati.
Con 40 anni pieni il netto passa da 1.731 € a 1.300 €: una perdita di 430 € al mese. Il divario in netto è sempre più stretto di quello in lordo, perché sulla pensione non gravano i contributi.
La differenza è il vuoto che la previdenza complementare dovrebbe coprire: fondo pensione negoziale, TFR destinato al fondo o PAC. Più la carriera è breve o discontinua, più lo scalino si allarga.
Hai già l’importo lordo della tua pensione? Calcola il netto esatto con il calcolatore pensione netta. Se invece perdi il lavoro: NASpI con stipendio di 2.200 €.
Con 40 anni di contributi e uscita a 67 anni, la stima contributiva è di circa 1.629 € lordi al mese, pari a circa 1.300 € netti — il 74% dell’ultimo stipendio lordo.
Ogni anno si accantona il 33% della retribuzione lorda (per un dipendente); il montante viene rivalutato e, alla pensione, moltiplicato per il coefficiente di trasformazione legato all’età: a 67 anni vale il 5,608% (biennio 2025–2026).
Pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi; pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (requisiti 2026, destinati a salire con la speranza di vita).
Paga l’IRPEF con le detrazioni da pensione (leggermente diverse da quelle da lavoro) e le addizionali locali, ma non i contributi INPS: a parità di lordo, il netto di una pensione è più alto di quello di uno stipendio. Prova il calcolatore pensione netta.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.