Reddito lordo e netto per un agente immobiliare con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Agente immobiliare è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: Stime FIAIP / settore), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 15.712 €, il 45% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 18.000 € | − 4.680 € | − 3.401 € | 826,58 € |
| Profilo medio | 35.000 € | − 9.100 € | − 6.612 € | 1.607,33 € |
| Senior / top | 80.000 € | − 20.800 € | − 19.154 € | 3.337,17 € |
L’agente immobiliare vive di provvigioni (2–3% sul venduto): un junior in agenzia parte con fisso minimo più percentuali, un titolare in una città dinamica supera gli 80.000 €.
Il mercato locale decide tutto: a Milano una sola vendita può valere 10.000 € di provvigione. Il patentino e la costruzione del portafoglio richiedono 2–3 anni di gavetta pagata poco.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 35.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 3.027 € e il netto annuo sale attorno a 24.856 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 35.000 €, in regime ordinario restano circa 1.607 € al mese dopo contributi (≈9.100 €) e imposte (≈6.612 €): pressione complessiva attorno al 45%.
Spesso sì: con ricavi di 35.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 3.027 € e il netto sale a circa 2.071 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (35.000 €) è circa il 6% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
Il mercato locale decide tutto: a Milano una sola vendita può valere 10.000 € di provvigione. Il patentino e la costruzione del portafoglio richiedono 2–3 anni di gavetta pagata poco.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.