Reddito lordo e netto per un consulente finanziario con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Consulente finanziario è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: Provvigioni reti / OCF), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 25.961 €, il 47% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 30.000 € | − 7.800 € | − 5.668 € | 1.377,67 € |
| Profilo medio | 55.000 € | − 14.300 € | − 11.661 € | 2.419,92 € |
| Senior / top | 120.000 € | − 31.200 € | − 32.631 € | 4.680,75 € |
Il consulente finanziario abilitato guadagna in percentuale sulle masse gestite dei clienti: con 20 milioni di portafoglio le provvigioni ricorrenti superano i 60.000 € l’anno.
I primi anni senza portafoglio sono duri; le reti offrono bonus di ingresso a chi porta clienti. I top producer con 50+ milioni di masse superano ampiamente i 150.000 €.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 55.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 4.757 € e il netto annuo sale attorno a 39.059 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 55.000 €, in regime ordinario restano circa 2.420 € al mese dopo contributi (≈14.300 €) e imposte (≈11.661 €): pressione complessiva attorno al 47%.
Spesso sì: con ricavi di 55.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 4.757 € e il netto sale a circa 3.255 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (55.000 €) è circa il 67% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
I primi anni senza portafoglio sono duri; le reti offrono bonus di ingresso a chi porta clienti. I top producer con 50+ milioni di masse superano ampiamente i 150.000 €.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.