Reddito lordo e netto per un videomaker con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Videomaker è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: stime settore), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 11.223 €, il 45% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 18.000 € | − 4.680 € | − 3.401 € | 826,58 € |
| Profilo medio | 25.000 € | − 6.500 € | − 4.723 € | 1.148,08 € |
| Senior / top | 38.000 € | − 9.880 € | − 7.191 € | 1.744,08 € |
Il videomaker gira e monta video per aziende, eventi, matrimoni e social. Quasi sempre in partita IVA, con investimenti importanti in attrezzatura (camere, droni, luci).
I video corporate e la pubblicità pagano molto più degli eventi; chi ha il patentino drone e competenze di motion graphics spunta tariffe giornaliere di 400–800 €.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 25.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 2.162 € e il netto annuo sale attorno a 17.754 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 25.000 €, in regime ordinario restano circa 1.148 € al mese dopo contributi (≈6.500 €) e imposte (≈4.723 €): pressione complessiva attorno al 45%.
Spesso sì: con ricavi di 25.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 2.162 € e il netto sale a circa 1.480 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (25.000 €) è circa il 24% sotto la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
I video corporate e la pubblicità pagano molto più degli eventi; chi ha il patentino drone e competenze di motion graphics spunta tariffe giornaliere di 400–800 €.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.