IRPEF 23–33–43% (L. 199/2025) · aliquote INPS e NASpI aggiornateAggiornato 2026

Stipendio badante: quanto guadagna nel 2026

Retribuzione di una badante secondo il CCNL lavoro domestico 2026: minimi, valori medi di mercato e regole fiscali particolari del settore.

1.346 €al mese (valore medio)
17.500 €retribuzione annua media
14.000 € – 22.000 €range tipico
≈ nettoil datore non trattiene IRPEF

Quanto guadagna una badante

Fonte: CCNL Lavoro domestico 2026. Gli importi comprendono i minimi contrattuali e i valori reali di mercato, superiori ai minimi nelle grandi città.

ProfiloRetribuzione annuaAl mese (13 mensilità)
Ingresso14.000 €1.076,92 €
Profilo medio17.500 €1.346,15 €
Senior / top22.000 €1.692,31 €
Quanto prende una badante al mese, per profilo
CCNL lavoro domestico 2026 — importo mensile su 13 mensilità1.077Ingresso14.000 €/anno1.346Media17.500 €/anno1.692Con esperienza22.000 €/anno1.917Media ITnetto dipendenti

Dal primo impiego al profilo con esperienza la differenza vale 615 € al mese. La colonna grigia è il netto medio di un lavoratore dipendente italiano: anche il profilo più esperto resta 225 € al mese sotto quella soglia. Le tre colonne di sinistra però sono già quasi nette — il datore domestico non trattiene l’IRPEF — mentre la grigia è un netto dopo tutte le trattenute: il divario reale è più stretto di quanto appaia.

Particolarità fiscale: il datore di lavoro domestico non è sostituto d’imposta. In busta viene trattenuta solo la quota contributiva a carico del lavoratore; l’IRPEF eventualmente dovuta si versa con la dichiarazione dei redditi. È il motivo per cui, a differenza degli altri dipendenti, lordo e netto quasi coincidono.

Chi è e cosa fa

La badante assiste persone anziane o non autosufficienti, spesso in regime di convivenza. Il CCNL domestico prevede livelli CS/DS per l’assistenza a persone non autosufficienti, con minimi più alti.

Contratto, contributi e progressione

La convivenza include vitto e alloggio (valore convenzionale in busta); notti di assistenza e festivi sono retribuiti a parte. Come per la colf, il netto è vicino al lordo perché il datore non trattiene l’IRPEF.

Colf, badante e babysitter a confronto

Le tre figure principali del lavoro domestico condividono lo stesso contratto collettivo, ma non lo stesso inquadramento. Ecco come si posizionano l’una rispetto all’altra sul profilo medio.

Colf, badante o babysitter: chi guadagna di più con lo stesso contratto
Profilo medio delle professioni del CCNL lavoro domestico — importo mensile su 13 mensilità1.346Badante17.500 €/anno1.192Colf15.500 €/anno1.077Babysitter14.000 €/anno

Stesso contratto collettivo, ma tra badante e babysitter corre il 25%. La differenza non sta nelle ore ma nel livello di inquadramento: l’assistenza a una persona non autosufficiente richiede i livelli CS e DS del CCNL, i più alti della tabella, mentre pulizie e cura dei bambini stanno nei livelli B e B super. A parità di livello, la convivenza aggiunge vitto e alloggio ma abbassa la paga oraria.

Altre professioni — Altri mestieri e servizi

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Domande frequenti

Quanto guadagna una badante al mese?

Tipicamente tra 1.077 € e 1.692 € al mese (13 mensilità), con un valore medio attorno a 1.346 €. Nel lavoro domestico la cifra concordata è quasi “piena”: il datore non trattiene l’IRPEF.

Perché il netto è quasi uguale al lordo?

Il datore di lavoro domestico non è sostituto d’imposta: in busta trattiene solo la piccola quota di contributi a carico del lavoratore. L’IRPEF si regola nella dichiarazione dei redditi, dove però con questi importi le detrazioni la azzerano in tutto o in parte.

Ci sono tredicesima e TFR?

Sì, il CCNL lavoro domestico prevede tredicesima, TFR, ferie retribuite e indennità di vitto e alloggio per i conviventi: vanno conteggiati nel costo complessivo per la famiglia.

Come cambia la paga?

La convivenza include vitto e alloggio (valore convenzionale in busta); notti di assistenza e festivi sono retribuiti a parte. Come per la colf, il netto è vicino al lordo perché il datore non trattiene l’IRPEF.

Redazione Calcolo Stipendio

Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.