Reddito lordo e netto per un commercialista con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Commercialista è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: CNDCEC / Cassa Dottori), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 28.575 €, il 48% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 30.000 € | − 7.800 € | − 5.668 € | 1.377,67 € |
| Profilo medio | 60.000 € | − 15.600 € | − 12.975 € | 2.618,75 € |
| Senior / top | 150.000 € | − 39.000 € | − 42.738 € | 5.688,50 € |
Il dottore commercialista segue contabilità, dichiarazioni e consulenza societaria: reddito medio di categoria intorno ai 60.000 €, con grandi differenze tra praticanti e titolari di studio.
I collaboratori partono da 25.000–35.000 €; chi sviluppa un portafoglio clienti o entra come partner in studi strutturati supera abbondantemente i 100.000 €.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 60.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 5.190 € e il netto annuo sale attorno a 42.609 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 60.000 €, in regime ordinario restano circa 2.619 € al mese dopo contributi (≈15.600 €) e imposte (≈12.975 €): pressione complessiva attorno al 48%.
Spesso sì: con ricavi di 60.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 5.190 € e il netto sale a circa 3.551 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (60.000 €) è circa il 82% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
I collaboratori partono da 25.000–35.000 €; chi sviluppa un portafoglio clienti o entra come partner in studi strutturati supera abbondantemente i 100.000 €.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.