Reddito lordo e netto per un consulente del lavoro con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Consulente del lavoro è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: ENPACL), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 23.346 €, il 47% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 28.000 € | − 7.280 € | − 5.290 € | 1.285,83 € |
| Profilo medio | 50.000 € | − 13.000 € | − 10.346 € | 2.221,17 € |
| Senior / top | 110.000 € | − 28.600 € | − 29.261 € | 4.344,92 € |
Il consulente del lavoro elabora buste paga e gestisce i rapporti di lavoro per le aziende clienti. Il reddito medio di categoria è intorno ai 50.000 €.
Lo studio cresce con il numero di cedolini gestiti: chi supera i 1.000 cedolini mensili con uno studio strutturato raggiunge redditi a sei cifre.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 50.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 4.325 € e il netto annuo sale attorno a 35.508 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 50.000 €, in regime ordinario restano circa 2.221 € al mese dopo contributi (≈13.000 €) e imposte (≈10.346 €): pressione complessiva attorno al 47%.
Spesso sì: con ricavi di 50.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 4.325 € e il netto sale a circa 2.959 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (50.000 €) è circa il 52% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
Lo studio cresce con il numero di cedolini gestiti: chi supera i 1.000 cedolini mensili con uno studio strutturato raggiunge redditi a sei cifre.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.