Media Eurostat 33.523 € lordi l’anno, netto reale, divari Nord–Sud e confronto con l’Europa.
La retribuzione media italiana è di 33.523 € lordi l’anno (Eurostat 2024, dipendenti full-time): circa 2.794 € al mese. Tolti IRPEF, contributi e addizionali restano 1.938 € netti al mese su 13 mensilità. Spagna a parte (33.700 €), tutti i grandi paesi UE ci superano: Germania 53.791 €, Francia 43.790 €.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Retribuzione media annua lorda (Eurostat 2024) | 33.523 € |
| Media mensile lorda (su 12) | 2.794 € |
| Netto stimato al mese (13 mensilità) | 1.938 € |
| Media UE-27 | 39.808 € (Italia −16%) |
| RGA media JobPricing (2024) | 32.402 € |
| Provincia più pagata: Milano | 38.544 € |
| Provincia meno pagata: Cosenza | 25.867 € |
Il netto è calcolato col nostro motore su una RAL di 33.523 € (addizionali medie, senza detrazioni familiari).
La media Eurostat è un valore lordo: prima di arrivare sul conto corrente passa da contributi INPS, IRPEF e addizionali. Applicando 33.523 € di RAL al nostro motore di calcolo si vede esattamente dove finisce ogni euro.
Le trattenute valgono 8.334 €, il 24,9% della RAL.
Con 33.523 € l’Italia sta 6.285 € sotto la media dell’Unione. Il Lussemburgo, primo, vale più del doppio.
Tra Milano e Cosenza ballano 12.677 € lordi l’anno, quasi il 50% in più. Il divario medio Nord–Sud è del 14,7%, circa 4.300 €.
Il Geography Index di JobPricing fotografa un paese spaccato: la Lombardia guida con 34.614 € di media regionale, il Lazio domina il Centro con 34.246 €, mentre tra Nord e Sud ballano 4.300 € l’anno (−14,7%). Vedi le pagine dedicate a Milano e Roma.
Anche il settore conta più del titolo di studio: i minimi contrattuali variano di centinaia di euro tra un CCNL e l’altro — confrontali nelle tabelle CCNL per livello o guarda gli stipendi delle singole professioni.
Il numero che conta non è quanto sale lo stipendio, ma quanto sale rispetto ai prezzi. Ed è qui che l’anomalia italiana diventa evidente: nel decennio la retribuzione nominale media è cresciuta meno della metà dell’inflazione accumulata.
La differenza è la perdita di potere d’acquisto: circa −9% reale in dieci anni. L’Italia è l’unico grande paese OCSE con salari reali sotto il livello di trent’anni fa.
Tradotto in busta paga: uno stipendio da 1.500 € netti del 2015 avrebbe bisogno oggi di circa 1.810 € per comprare le stesse cose. Se nel frattempo è arrivato a 1.640 €, l’aumento c’è stato ma il potere d’acquisto è sceso lo stesso. Per capire quanto vale davvero un aumento lordo, usa il calcolo inverso RAL.
Classifica completa: stipendi medi in Europa e nel mondo. Vuoi il tuo netto esatto? Calcolatore stipendio netto.
Secondo Eurostat la retribuzione media annua lorda 2024 è di 33.523 €, circa 2.794 € al mese su 12 mensilità. In netto, per un single senza carichi, sono circa 1.938 € al mese su 13 mensilità.
La media UE-27 è di 39.808 €: l’Italia è sotto di circa 6.300 € (−16%). Peggio ancora la dinamica: nel 2024 i salari UE sono cresciuti del 5,2%, quelli italiani solo del 2,6%.
A Milano: 38.544 € di media provinciale (JobPricing), davanti a Bolzano, Trieste, Roma e Genova. Il divario Nord–Sud è del 14,7%, pari a circa 4.300 € lordi l’anno; in coda Ragusa, Crotone e Cosenza (25.867 €).
Poco: negli ultimi dieci anni +9,5% nominale contro un’inflazione del 20,8% — il potere d’acquisto medio è quindi sceso. L’Italia è l’unico grande paese OCSE con salari reali inferiori a trent’anni fa.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.