Reddito lordo e netto per un giudice di pace con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Giudice di pace è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: D.Lgs. 116/2017), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 18.117 €, il 45% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 20.000 € | − 5.200 € | − 3.778 € | 918,50 € |
| Profilo medio | 40.000 € | − 10.400 € | − 7.717 € | 1.823,58 € |
| Senior / top | 70.000 € | − 18.200 € | − 15.785 € | 3.001,25 € |
Il giudice di pace è un magistrato onorario pagato a cottimo: un’indennità fissa più compensi per udienze e sentenze depositate. Il reddito dipende dal carico del proprio ufficio.
La riforma della magistratura onoraria ha introdotto un’indennità più strutturata con contributi previdenziali; resta però un incarico, non un rapporto di lavoro dipendente.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 40.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 3.460 € e il netto annuo sale attorno a 28.406 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 40.000 €, in regime ordinario restano circa 1.824 € al mese dopo contributi (≈10.400 €) e imposte (≈7.717 €): pressione complessiva attorno al 45%.
Spesso sì: con ricavi di 40.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 3.460 € e il netto sale a circa 2.367 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (40.000 €) è circa il 21% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
La riforma della magistratura onoraria ha introdotto un’indennità più strutturata con contributi previdenziali; resta però un incarico, non un rapporto di lavoro dipendente.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.