Fisso annuo, gettoni a partita, VAR e il confronto con le serie minori: i compensi dei fischietti italiani.
Un arbitro di Serie A guadagna da due voci: un fisso annuo di circa 80.000 € lordi riconosciuto agli arbitri della CAN A–B e un gettone di circa 3.800 € a partita diretta in Serie A. Con 15–20 designazioni a stagione si arriva a 150.000–200.000 € lordi l’anno.
| Impiego | Compenso stimato |
|---|---|
| Arbitro in Serie A | ≈ 3.800 € a gara + fisso |
| Arbitro in Serie B | ≈ 1.900 € a gara + fisso |
| VAR / AVAR | ≈ 1.500 € a gara |
| Assistente in Serie A | ≈ 1.000 € a gara |
| Arbitro in Serie C | ≈ 1.000 € a gara |
| Serie D e dilettanti | rimborsi di poche centinaia di € |
Cifre riferite alla stagione 2025/26 come riportate dalla stampa sportiva (Gazzetta dello Sport, Capology, Calcio e Finanza): valori indicativi e non ufficiali, bonus esclusi salvo dove indicato.
Dirigere una gara di Serie A vale 2,0 volte una di Serie B e circa dodici volte un pomeriggio nei dilettanti. Il gettone del VAR è poco più di un terzo di quello di chi sta in campo, pur richiedendo lo stesso impegno di giornata. Il valore dei dilettanti è un ordine di grandezza: lì si parla di rimborsi, non di compensi.
Il fisso della CAN garantisce la base, ma il grosso lo fanno le designazioni: un arbitro impiegato con regolarità dirige una gara ogni due settimane, e ogni domenica saltata pesa sul bilancio personale.
Con 18 designazioni la parte variabile vale 68.400 €, il 46% del totale: chi viene fermato dal designatore per qualche settimana perde una quota reale di reddito, non solo visibilità. Il totale sfiora 148.400 € lordi, a cui gli internazionali aggiungono le designazioni UEFA e FIFA.
La carriera arbitrale parte dai campi di provincia con rimborsi minimi e richiede 10–15 anni per arrivare alla CAN: solo poche decine di fischietti su oltre 30.000 tesserati AIA vivono davvero di arbitraggio. Il vertice guadagna comunque una frazione di ciò che dirige: il confronto con gli stipendi dei calciatori di Serie A è di uno a dieci già rispetto a un titolare medio.
Tra fisso annuo (circa 80.000 € lordi per gli arbitri della CAN A–B) e gettoni da circa 3.800 € a partita, un arbitro impiegato con regolarità in Serie A arriva a 150.000–200.000 € lordi l’anno; gli internazionali di vertice superano quella soglia con le designazioni UEFA e FIFA.
Il gettone per chi va in sala VAR è di circa 1.500 € a partita, cioè circa il 40% di quello dell’arbitro in campo, a parità di giornata impegnata.
Ai vertici sì, di fatto: raduni, test atletici e due designazioni al mese lo rendono incompatibile con molte professioni. Formalmente però gli arbitri restano associati AIA con rapporti di collaborazione, e molti mantengono un’attività parallela.
In Serie C il gettone è di circa 1.000 € a gara senza un fisso paragonabile a quello della CAN A–B; in Serie D e nei dilettanti si scende a rimborsi di poche centinaia di euro a partita.
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