Reddito lordo e netto per un dentista con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Dentista è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: ANDI / osservatori), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 36.969 €, il 49% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 40.000 € | − 10.400 € | − 7.717 € | 1.823,58 € |
| Profilo medio | 75.000 € | − 19.500 € | − 17.469 € | 3.169,25 € |
| Senior / top | 150.000 € | − 39.000 € | − 42.738 € | 5.688,50 € |
L’odontoiatra lavora quasi sempre in proprio o come collaboratore a percentuale (40–50% sugli incassi delle cure). Il fatturato di uno studio avviato supera facilmente i 200.000 €.
Dal fatturato vanno tolti costi di studio, materiali e personale (spesso metà del totale): il reddito medio dichiarato dai dentisti italiani è intorno ai 70–80.000 €, con punte molto più alte per implantologi e ortodontisti.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 75.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 6.487 € e il netto annuo sale attorno a 53.262 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 75.000 €, in regime ordinario restano circa 3.169 € al mese dopo contributi (≈19.500 €) e imposte (≈17.469 €): pressione complessiva attorno al 49%.
Spesso sì: con ricavi di 75.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 6.487 € e il netto sale a circa 4.439 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (75.000 €) è circa il 127% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
Dal fatturato vanno tolti costi di studio, materiali e personale (spesso metà del totale): il reddito medio dichiarato dai dentisti italiani è intorno ai 70–80.000 €, con punte molto più alte per implantologi e ortodontisti.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.