Reddito lordo e netto per un medico di base con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Medico di base è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: ACN Medicina generale), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 39.954 €, il 50% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 60.000 € | − 15.600 € | − 12.975 € | 2.618,75 € |
| Profilo medio | 80.000 € | − 20.800 € | − 19.154 € | 3.337,17 € |
| Senior / top | 110.000 € | − 28.600 € | − 29.261 € | 4.344,92 € |
Il medico di medicina generale è un libero professionista convenzionato con il SSN: viene pagato in base al numero di assistiti (quota capitaria) più compensi per prestazioni aggiuntive e indennità.
Con il massimale di 1.500 assistiti il lordo supera i 100.000 €, ma da lì vanno tolte le spese di studio, il personale e i contributi ENPAM: il reddito netto reale è tipicamente tra il 50% e il 65% del fatturato.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 80.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 6.920 € e il netto annuo sale attorno a 56.812 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 80.000 €, in regime ordinario restano circa 3.337 € al mese dopo contributi (≈20.800 €) e imposte (≈19.154 €): pressione complessiva attorno al 50%.
Spesso sì: con ricavi di 80.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 6.920 € e il netto sale a circa 4.734 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (80.000 €) è circa il 142% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
Con il massimale di 1.500 assistiti il lordo supera i 100.000 €, ma da lì vanno tolte le spese di studio, il personale e i contributi ENPAM: il reddito netto reale è tipicamente tra il 50% e il 65% del fatturato.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.