Reddito lordo e netto per un fisioterapista con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Fisioterapista è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: Osservatori retributivi), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 13.019 €, il 45% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 22.000 € | − 5.720 € | − 4.156 € | 1.010,33 € |
| Profilo medio | 29.000 € | − 7.540 € | − 5.479 € | 1.331,75 € |
| Senior / top | 42.000 € | − 10.920 € | − 8.242 € | 1.903,17 € |
Il fisioterapista riabilita pazienti dopo traumi e interventi: molti lavorano da liberi professionisti a 30–60 € a seduta, altri come dipendenti di cliniche e centri riabilitativi.
Da dipendente il CCNL sanità privata paga 22.000–26.000 €; in proprio, con uno studio avviato e domiciliari, si superano i 40.000 € di fatturato, tassati spesso in forfettario.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 29.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 2.508 € e il netto annuo sale attorno a 20.595 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 29.000 €, in regime ordinario restano circa 1.332 € al mese dopo contributi (≈7.540 €) e imposte (≈5.479 €): pressione complessiva attorno al 45%.
Spesso sì: con ricavi di 29.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 2.508 € e il netto sale a circa 1.716 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (29.000 €) è circa il 12% sotto la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
Da dipendente il CCNL sanità privata paga 22.000–26.000 €; in proprio, con uno studio avviato e domiciliari, si superano i 40.000 € di fatturato, tassati spesso in forfettario.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.