Reddito lordo e netto per un pediatra con partita IVA nel 2026: regime ordinario e forfettario a confronto, con contributi e imposte stimati.
Pediatra è un’attività da lavoro autonomo: i valori sono redditi lordi annui (fonte: ACN Pediatria di libera scelta), da cui vanno tolti contributi previdenziali (qui stimati al 26%) e imposte.
Fra contributi e imposte se ne vanno 42.938 €, il 51% del lordo.
| Profilo | Reddito lordo | Contributi (≈26%) | Imposte | Netto al mese |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 65.000 € | − 16.900 € | − 14.290 € | 2.817,50 € |
| Profilo medio | 85.000 € | − 22.100 € | − 20.838 € | 3.505,17 € |
| Senior / top | 110.000 € | − 28.600 € | − 29.261 € | 4.344,92 € |
Il pediatra di libera scelta segue i bambini da 0 a 14 anni in convenzione con il SSN, con compenso a quota capitaria per assistito, come il medico di base; in ospedale è invece dirigente medico.
Con 800–880 assistiti (il massimale) il lordo convenzionale supera i 90.000 €; spese di studio e contributi ENPAM riducono il netto reale di un 30–40%.
Con ricavi nel range tipico della professione il forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività 78%) è quasi sempre più leggero: su 85.000 € di ricavi l’imposta scende a circa 7.352 € e il netto annuo sale attorno a 60.364 €. Oltre gli 85.000 € di ricavi si torna obbligatoriamente all’ordinario.
Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e non consente di dedurre i costi reali.
Vuoi confrontare altri mestieri? Tutte le professioni sono nell’indice degli stipendi per professione; per rifare il conto su una RAL qualsiasi c’è il calcolatore dello stipendio netto.
Su un reddito medio di 85.000 €, in regime ordinario restano circa 3.505 € al mese dopo contributi (≈22.100 €) e imposte (≈20.838 €): pressione complessiva attorno al 51%.
Spesso sì: con ricavi di 85.000 € (coefficiente 78%) l’imposta sostitutiva al 15% vale circa 7.352 € e il netto sale a circa 5.030 € al mese; nei primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%. Il forfettario è però possibile solo fino a 85.000 € di ricavi e fa perdere la deduzione analitica dei costi.
Il reddito medio stimato (85.000 €) è circa il 158% sopra la RAL media italiana di 32.991 €. Attenzione al confronto: l’autonomo paga da sé contributi, ferie, malattia e non ha TFR né tredicesima.
Con 800–880 assistiti (il massimale) il lordo convenzionale supera i 90.000 €; spese di studio e contributi ENPAM riducono il netto reale di un 30–40%.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.