Dal massimo di Curry al minimo dei rookie: salary cap, supermax, media e l’italiano Fontecchio.
L’NBA è la lega che paga di più al mondo: stipendio medio di circa 12 milioni di dollari, minimo rookie da 1,27 milioni e vertici come Stephen Curry a 59,6 milioni nella stagione 2025/26.
| Giocatore | Squadra | Stipendio |
|---|---|---|
| Stephen Curry | Golden State Warriors | ≈ 59,6 mln $ |
| Nikola Jokic | Denver Nuggets | ≈ 55 mln $ |
| Joel Embiid | Philadelphia 76ers | ≈ 55 mln $ |
| Devin Booker | Phoenix Suns | ≈ 53 mln $ |
| Karl-Anthony Towns | New York Knicks | ≈ 53 mln $ |
Cifre riferite alla stagione 2025/26 come riportate dalla stampa sportiva (Gazzetta dello Sport, Capology, Calcio e Finanza): valori indicativi e non ufficiali, bonus esclusi salvo dove indicato.
I primi cinque stanno tutti in una forbice di sette milioni: non è un caso, ed è il primo indizio di come funziona il sistema salariale americano.
Gli stipendi NBA non sono liberi: il salary cap (circa 155 milioni di dollari a squadra nel 2025/26) limita il monte stipendi, e il contratto massimo è una percentuale del cap — fino al 35% per i veterani con requisiti “supermax”. È il motivo per cui i top guadagnano tutti cifre simili: il tetto lo fissa il sistema, non il mercato.
Un giocatore solo occupa quasi due quinti del tetto salariale, e le altre quattordici caselle del roster si dividono il resto. È il motivo per cui i contratti massimi si assomigliano tutti: il limite è una percentuale del cap (fino al 35% per i veterani con requisiti supermax), non l’esito di una trattativa. Chi supera quel 35%, come Curry, lo fa perché la percentuale si calcola sul cap dell’anno di firma e gli aumenti annuali fanno il resto.
Sotto la fascia dei contratti massimi la scala scende in fretta, ma non crolla mai: la NBA è l’unica lega al mondo in cui anche il gradino più basso resta una cifra a sette zeri.
Tra il contratto più ricco e il minimo per un esordiente corrono 47 volte. Il dato che colpisce non è il vertice ma il pavimento: 1,27 milioni di dollari stanno sopra la mediana della Serie A di calcio (≈ 800.000 € lordi), cioè anche l’ultimo del roster americano guadagna più di metà dei titolari del nostro campionato. Cifre in dollari: al cambio le colonne si abbassano di qualche punto, la scala non cambia.
Il confronto con il calcio è sorprendente: la media NBA (12 mln $) è cinque volte quella della Serie A, e persino il minimo rookie supera lo stipendio di metà dei titolari del nostro campionato. Per il basket italiano vale un’altra scala: la trovi negli stipendi della Serie A di basket.
Nella stagione 2025/26 è Stephen Curry (Golden State Warriors) con circa 59,6 milioni di dollari di solo stipendio, davanti ai supermax di Jokic, Embiid e Booker, tutti sopra i 50 milioni.
Circa 12 milioni di dollari a stagione: è la media salariale più alta di qualsiasi lega sportiva al mondo, cinque volte la media della Serie A di calcio.
Il minimo per un rookie è di circa 1,27 milioni di dollari a stagione e cresce con l’anzianità, fino a superare i 3 milioni per i veterani con 10+ anni di carriera.
Simone Fontecchio, con uno stipendio intorno agli 8 milioni di dollari a stagione: più di quanto guadagni qualsiasi giocatore del campionato italiano di basket, dove i top si fermano sotto i 3 milioni.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.