Stessa paga dell’indeterminato a parità di livello, TFR e NASpI a fine contratto.
Il contratto a termine non incide sulla busta paga: lordo, contributi e mensilità sono gli stessi di un assunto stabile con pari inquadramento. Le differenze stanno nella durata, nelle tutele di fine rapporto e nel maggior costo contributivo che grava sul datore di lavoro.
| RAL | Netto/mese determinato | Netto/mese indeterminato |
|---|---|---|
| 18.000 € | 1.226 € | 1.226 € |
| 22.000 € | 1.422 € | 1.422 € |
| 26.000 € | 1.607 € | 1.607 € |
| 30.000 € | 1.795 € | 1.795 € |
| 35.000 € | 1.995 € | 1.995 € |
Gli importi coincidono riga per riga: lordo, contributi e detrazioni sono gli stessi. L’unica norma che distingue i due contratti è la detrazione minima garantita dell’art. 13 TUIR (1.380 € a termine contro 690 €), che però entra in gioco solo quando la detrazione va rapportata a un periodo inferiore all’anno.
Le colonne coincidono a due a due, e non è un errore del grafico: il principio di non discriminazione impone la stessa retribuzione a parità di mansione e livello, e il fisco tratta i due contratti allo stesso modo su un anno intero. La differenza tra i due contratti non passa mai dalla busta paga.
Durata massima 12 mesi “liberi”, estendibili a 24 con causale; massimo 4 proroghe; stop&go tra un contratto e il successivo. Alla scadenza spettano TFR e, di norma, la NASpI. Il datore versa un contributo addizionale dell’1,4% (+0,5% a ogni rinnovo), che finanzia proprio l’indennità di disoccupazione.
La precarietà ha un prezzo, e la legge lo mette in capo a chi la sceglie. Ecco il costo complessivo di un contratto a termine su una RAL di 26.000 €: il moltiplicatore rispetto al lordo è di circa 1,38.
L’1,4% (che sale di 0,5 punti a ogni rinnovo) è interamente a carico del datore e vale 364 € l’anno su questa RAL: non compare in busta paga e non riduce il netto. Serve a finanziare la NASpI di chi quel contratto lo vedrà finire.
La scadenza di un contratto a termine non è un licenziamento, ma dà comunque accesso a TFR e disoccupazione. Su un anno pieno di lavoro alla stessa RAL, ecco gli importi in gioco.
Il TFR di un anno vale 1.796 € lordi (tassazione separata al 23,0%, quindi 1.383 € netti). Con 12 mesi di contributi la NASpI dura 6 mesi, metà delle settimane versate: il décalage fa in tempo a colpire una sola volta, sull’ultima mensilità.
Attenzione ai tempi: la domanda di NASpI va presentata entro 68 giorni dalla cessazione, e il TFR viene liquidato con l’ultima busta o nei mesi successivi secondo le prassi aziendali. Dettagli e simulazioni: calcolatore TFR e calcolatore NASpI.
Minimi per settore: tabelle CCNL. La tua busta esatta: calcolatore stipendio netto.
No: a parità di livello e CCNL lo stipendio è identico all’indeterminato (principio di non discriminazione). Il costo extra — il contributo addizionale dell’1,4% — è a carico del datore, non del lavoratore.
Se non c’è rinnovo o trasformazione, si percepisce il TFR maturato e, con almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, si ha diritto alla NASpI. Vedi il calcolatore NASpI.
Fino a 12 mesi senza causale, fino a 24 mesi con le causali previste da legge o contrattazione (proroghe e rinnovi inclusi). Oltre, il rapporto si considera a tempo indeterminato.
Sì, in proporzione ai mesi lavorati: mensilità aggiuntive, ferie, permessi e TFR maturano esattamente come per gli assunti stabili.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.