Indennità minima regionale da 300 a 800 € al mese, di fatto esente da tasse e senza contributi INPS.
Il tirocinio (o stage) extracurriculare non è un contratto di lavoro: al posto dello stipendio c’è un’indennità di partecipazione il cui minimo è deciso da ciascuna regione. Le 20, 30 o 40 ore settimanali cambiano l’impegno, ma il minimo resta quello regionale: non esiste una “paga oraria” di legge.
Ogni regione fissa il proprio minimo per il tirocinio extracurriculare: chi ospita non può scendere sotto, ma può sempre riconoscere di più. Il riferimento è la regione in cui si svolge il tirocinio, non quella della sede legale dell’azienda.
I minimi regionali vanno da circa 300 € nelle regioni più basse a 800 € nel Lazio, con la fascia più comune tra 400 e 600 € al mese. Molte aziende riconoscono importi superiori (700–1.000 €, specie nelle grandi città) e spesso aggiungono buoni pasto o rimborsi. In alcune regioni l’indennità piena è legata alla presenza (es. almeno il 70% delle ore mensili).
Fiscalmente l’indennità è reddito assimilato al lavoro dipendente: con le detrazioni standard l’IRPEF resta a zero fino a circa 8.500 € l’anno, quindi l’importo arriva quasi sempre pieno. Non essendoci contributi INPS, però, il periodo non vale né per la pensione né per la NASpI.
Il confronto più onesto non è con lo stipendio di un professionista esperto, ma con i contratti d’ingresso che il tirocinio dovrebbe anticipare: part-time e apprendistato. Il divario resta ampio anche a parità di ore.
L’indennità tipica vale circa 35% del netto di un full-time al 4º livello del commercio, e ciò nonostante l’impegno orario possa essere lo stesso. La differenza non è solo di importo: sul tirocinio non maturano contributi, TFR né mensilità aggiuntive.
Su base annua la differenza è di circa 9.140 €, a cui vanno aggiunte tredicesima, quattordicesima e TFR che il tirocinio non matura. È il motivo per cui il tirocinio ha senso solo come passaggio breve verso un contratto.
Lo sbocco naturale è l’apprendistato o un contratto a tempo determinato: lì scattano minimi tabellari, mensilità aggiuntive e contributi. Confronta i minimi del tuo settore nelle tabelle CCNL.
Il tirocinio extracurriculare prevede un’indennità minima fissata da ogni regione: da circa 300 a 800 € al mese. Il valore più diffuso è intorno ai 500 €; il Lazio impone il minimo più alto (800 €). L’azienda può sempre riconoscere di più.
Fiscalmente è reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, ma grazie alle detrazioni l’IRPEF si azzera fino a circa 8.500 € l’anno: nella pratica quasi tutti i tirocinanti incassano l’importo pieno. Non si versano contributi INPS (solo INAIL a carico del soggetto ospitante).
Quello svolto durante un percorso di studi (curriculare) non ha obbligo di indennità, salvo diverse previsioni regionali o dell’ateneo. L’obbligo riguarda i tirocini extracurriculari.
No: senza contributi INPS non matura anzianità contributiva né diritto alla NASpI. È uno dei motivi per cui il tirocinio non può sostituire un vero rapporto di lavoro.
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