Prestito rimborsato con trattenuta diretta in busta paga: rata massima pari a 1/5 del netto, fino a 120 mesi.
La cessione del quinto è un prestito personale in cui la rata viene trattenuta direttamente in busta paga dal datore di lavoro, entro il limite di un quinto dello stipendio netto mensile. Durata da 24 a 120 mesi, TFR e assicurazione obbligatoria a garanzia.
| Stipendio netto/mese | Rata massima (1/5) | Rimborso totale su 120 rate |
|---|---|---|
| 1.100 € | 220 € | 26.400 € |
| 1.200 € | 240 € | 28.800 € |
| 1.300 € | 260 € | 31.200 € |
| 1.400 € | 280 € | 33.600 € |
| 1.500 € | 300 € | 36.000 € |
| 1.700 € | 340 € | 40.800 € |
| 2.000 € | 400 € | 48.000 € |
| 2.500 € | 500 € | 60.000 € |
Il capitale effettivamente erogato è inferiore al totale rimborsato: dipende da TAN/TAEG, premi assicurativi e commissioni. Confrontare sempre il TAEG di più preventivi.
Il tetto non dipende dal reddito lordo né dalla RAL, ma solo dal netto che compare in busta: chi ha 1.500 € netti può impegnare al massimo 300 € al mese, chi ne ha 2.500 € arriva a 500 €.
La banca o finanziaria eroga il capitale e notifica la cessione al datore, che da quel momento versa la rata al finanziatore prima di accreditare lo stipendio. È regolata dal DPR 180/1950: assicurazione vita e rischio impiego obbligatorie, TFR vincolato a garanzia, estinzione anticipata sempre possibile con riduzione di interessi e premi non goduti.
Per i pensionati vale la stessa regola sul quinto della pensione netta, ma dev’essere sempre salvaguardata una quota pari all’assegno sociale (546,24 € nel 2026): la parte cedibile si calcola solo sull’eccedenza.
La tabella qui sopra mostra quanto si rimborsa, non quanto si riceve. Sono due cifre molto diverse: le rate future vanno attualizzate al tasso del finanziamento, e quello che resta è il capitale che la banca accredita sul conto. Su una cessione decennale al 9% di TAEG il rapporto è all’incirca di due terzi a un terzo.
Massimo teorico con 1.500 € netti: 120 rate da 300 € fanno 36.000 € rimborsati, ma il capitale erogato è il valore attuale di quelle rate. Al 9% di TAEG restano 23.683 €: il resto, 12.317 €, è il costo del prestito. Un punto di TAEG in più o in meno sposta questa cifra di oltre mille euro.
Detto in termini di stipendio: quei 12.317 € di costo del credito equivalgono a circa 8,3 mensilità nette di uno stipendio medio italiano (1.482 € al mese, calcolati con il nostro motore su una RAL di 23.256 €). È il prezzo della liquidità immediata, e va confrontato con le alternative prima di firmare.
L’istinto è chiedere sempre il massimo delle rate, perché a parità di rata più mesi significano più capitale. Vero, ma con rendimenti decrescenti: ogni anno aggiunto porta meno capitale del precedente e costa interessi pieni.
A rata ferma su 300 €, passare da 24 a 60 mesi porta il capitale da 6.567 € a 14.452 €; raddoppiare ancora la durata fino a 120 mesi aggiunge solo 9.230 € ma raddoppia gli interessi. La curva si appiattisce perché le rate lontane valgono sempre meno oggi.
Il costo vero comprende interessi, premi assicurativi e commissioni: si confronta solo guardando il TAEG complessivo dei preventivi.
Finché il prestito è in corso il TFR resta vincolato a garanzia: niente anticipi dal datore. Calcola il tuo TFR.
Ogni rinnovo riparte con nuove commissioni e assicurazioni: è la parte più costosa del prodotto. Meglio rinnovare solo se serve davvero liquidità.
Quanto vale il tuo netto: calcolatore stipendio netto. Trattenute forzose: pignoramento dello stipendio.
La rata non può superare 1/5 dello stipendio netto mensile. Con 1.500 € netti la rata massima è 300 €: su 120 mesi si rimborsano fino a 36.000 €, ma il capitale ricevuto è più basso perché comprende interessi e assicurazione.
Dipendenti pubblici e privati con contratto a tempo indeterminato (per i determinati, entro la scadenza del contratto) e pensionati. Non serve motivare la richiesta e si può ottenere anche con segnalazioni o protesti, perché la garanzia è lo stipendio stesso più il TFR.
Il debito residuo viene coperto prima dal TFR maturato e poi dall’assicurazione rischio impiego, obbligatoria per legge (DPR 180/1950). L’assicurazione può però rivalersi sul lavoratore nei limiti previsti dal contratto.
Sì, con la delegazione di pagamento (il cosiddetto doppio quinto), che però richiede il consenso del datore di lavoro. Tra cessione e delega la trattenuta complessiva può arrivare a 2/5 dello stipendio netto.
Dopo aver rimborsato almeno i 2/5 delle rate previste, oppure in qualsiasi momento se si passa da un prestito quinquennale a uno decennale. Il rinnovo estingue il vecchio prestito con parte del nuovo capitale.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.