Contratto Istruzione e Ricerca 2022–24 firmato il 23.12.2025: aumenti medi di 144 € per i docenti, arretrati dal 2024 pagati a inizio 2026.
Il CCNL Istruzione e Ricerca 2022–24, siglato in via definitiva il 23 dicembre 2025 (in Gazzetta Ufficiale dal 16 gennaio 2026), porta ai docenti un aumento medio di 144 € lordi al mese e al personale ATA circa 105 €, con arretrati dal 1º gennaio 2024 già liquidati da NoiPA tra gennaio e febbraio 2026.
| Fascia | Aumento minimo | Aumento massimo |
|---|---|---|
| Docenti infanzia e primaria | 110,12 € | 159,38 € |
| Docenti scuola media | 119,20 € | 176,61 € |
| Docenti superiori (laureati) | 119,20 € | 185,31 € |
| Personale ATA | 85,00 € | 128,00 € |
Aumenti mensili lordi a regime del CCNL Istruzione e Ricerca 2022–24: l’importo cresce con l’anzianità di servizio (gli aumenti massimi valgono per le fasce stipendiali più alte).
La colonna è l’aumento massimo, che spetta alle fasce di anzianità più alte; sotto l’etichetta c’è il minimo per chi è a inizio carriera. Fra un ATA appena assunto e un docente di superiori a fine carriera ballano 100 € al mese, su un rinnovo presentato come uniforme.
I 144 € di cui parlano i comunicati sono lordi e medi. Quanto ne resta dipende dallo scaglione IRPEF in cui si trova il singolo docente: sopra i 28.000 € di RAL l’aliquota marginale passa dal 23% al 33%.
Lo stesso aumento lordo vale 85 € netti per chi ha una RAL di 24.000 € e 52 € per chi ne ha 38.000. Il salto dell’aliquota IRPEF dal 23% al 33% oltre i 28.000 € spiega solo dieci di quei punti: il resto lo fa il décalage delle detrazioni, che si riducono man mano che il reddito sale, sommandosi all’aliquota nominale. È il motivo per cui nella fascia 28–50.000 € un euro lordo in più rende molto meno di quanto dica la tabella degli scaglioni. Calcolo con l’aliquota previdenziale standard del 9,19%: nel comparto scuola è l’8,80%, quindi il netto reale è di qualche euro più alto.
Su un caso intermedio la scomposizione è questa.
Su una RAL di 32.000 € restano 73 € netti dei 144 € lordi, cioè il 51%. È il motivo per cui un rinnovo annunciato in lordo delude sempre alla prima busta: la metà abbondante resta, ma la percentuale di aumento percepita è più bassa di quella contrattata.
Poiché il contratto copre il triennio 2022–24 ma è stato firmato a fine 2025, gli aumenti tabellari decorrono retroattivamente: gli arretrati valgono in media 1.400–2.200 € lordi per i docenti e 1.300–2.500 € per gli ATA. A questi si aggiunge una una tantum di 149 € (docenti) e 109 € (ATA). Attenzione al netto: gli arretrati sono tassati con la tassazione separata, quindi l’importo accreditato è sensibilmente inferiore al lordo.
Sull’aumento mensile a regime, invece, si applicano contributi e IRPEF ordinaria: di 144 € lordi ne restano in busta circa 80–95 € netti. Per il quadro completo delle retribuzioni: stipendio professore, scuola media, maestra elementare, insegnante di sostegno.
La parte economica è stata firmata il 1º aprile 2026: nuovi aumenti tabellari che si sommano a quelli del 2022–24, con decorrenze scaglionate nel triennio.
Sommando i tre rinnovi dal 2018 (2019–21, 2022–24, 2025–27), il MIM stima circa +412 € lordi mensili per i docenti e +304 € per gli ATA.
La FLC CGIL non ha sottoscritto il CCNL 2022–24, ritenendo gli aumenti inferiori all’inflazione del triennio (~+17%): il contratto resta comunque valido per tutti.
Vedi anche: stipendio professore universitario e stipendio medio in Italia.
Con il CCNL 2022–24 firmato il 23 dicembre 2025 l’aumento medio è di circa 144 € lordi al mese per i docenti (~+4,8%) e 105 € per il personale ATA, con importi che variano da 85 a 185 € secondo grado di scuola e anzianità.
Gli arretrati decorrono dal 1º gennaio 2024 e valgono in media 1.400–2.200 € lordi per i docenti e 1.300–2.500 € per gli ATA: NoiPA li ha liquidati tra gennaio e febbraio 2026, insieme a una una tantum aggiuntiva di 149 € (docenti) e 109 € (ATA).
Circa il 55–65%: su 144 € lordi restano indicativamente 80–95 € netti, perché l’aumento sconta i contributi previdenziali e l’IRPEF all’aliquota marginale (per la maggior parte dei docenti il 33%).
Sì: la parte economica del CCNL 2025–27 è stata firmata il 1º aprile 2026. Sommando i tre rinnovi (2019–21, 2022–24, 2025–27), il MIM stima aumenti complessivi di circa 412 € per i docenti e 304 € per gli ATA rispetto al 2018.
CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS e ANIEF; la FLC CGIL non ha sottoscritto il CCNL 2022–24 giudicando gli aumenti insufficienti rispetto all’inflazione del triennio. Il contratto è comunque efficace per tutto il personale.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.