IRPEF 23–33–43% (L. 199/2025) · aliquote INPS e NASpI aggiornateAggiornato 2026

Stipendio in malattia: quanto si prende nel 2026

Carenza a carico del datore, indennità INPS al 50% e 66,66%, integrazioni CCNL fino al 100%: le regole.

50%INPS dal 4º al 20º giorno
66,66%INPS dal 21º al 180º giorno
180 ggmassimo indennizzabile/anno

Durante la malattia lo stipendio non sparisce ma cambia composizione: i primi tre giorni li copre il datore secondo il CCNL, dal quarto entra l’indennità INPS, quasi sempre integrata dal datore fino a una percentuale più alta.

Le percentuali per periodo

PeriodoIndennità INPSChi paga
Giorni 1–3 (carenza)0%Datore di lavoro: molti CCNL prevedono il 100%
Dal 4º al 20º giorno50%INPS, spesso integrata dal datore fino al 75–100%
Dal 21º al 180º giorno66,66%INPS, spesso integrata dal datore fino al 100%

Percentuali sulla retribuzione media giornaliera. In caso di ricovero senza familiari a carico l’indennità INPS è ridotta ai 2/5. Massimo indennizzabile: 180 giorni per anno solare.

La copertura INPS nel primo mese di assenza
0%carenza50%dal 4º al 20º giorno366,66%dal 21º in poi20giorno 15 → 50%

La scala si ferma a trenta giorni perché lì dentro cade la quasi totalità delle assenze — ed è proprio la parte peggio coperta dall’INPS: prima tre giorni a zero, poi due settimane a metà stipendio. La percentuale piena del 66,66% arriva quando la maggior parte dei lavoratori è già rientrata. Dal 181º giorno l’indennità cessa del tutto e resta solo quanto previsto dal CCNL fino al termine del comporto.

Esempio: CCNL commercio

Il contratto del commercio garantisce il 100% nei giorni di carenza e l’integrazione datoriale fino al 75% dal 4º al 20º giorno e al 100% dal 21º: su uno stipendio di 1.783,75 € lordi (4º livello) la perdita effettiva resta contenuta. Regole simili valgono per metalmeccanici e per la gran parte dei contratti industriali.

Quindici giorni di malattia su 1.783,75 € lordi
retribuzione giornaliera 68,61 € (divisore INPS: 26 giorni)1.029Lavoratinessuna assenza823Con CCNLcommercio, integrato412Solo INPSsenza integrazione

Senza integrazione contrattuale quindici giorni di influenza costerebbero 617 € su un lordo quindicinale di 1.029 €. Con l’integrazione del commercio la perdita scende a 206 €: è il CCNL, non la legge, a fare quasi tutta la differenza.

La lettura più utile è questa: con la sola indennità di legge un’assenza breve costerebbe il 60% della retribuzione del periodo, mentre con l’integrazione contrattuale scende al 20%. A chiudere il buco non è l’INPS ma il contratto collettivo: prima di firmare vale la pena controllare quali percentuali prevede il proprio, nella scheda dei contratti collettivi.

Chi paga davvero la malattia

Nel cedolino compaiono voci separate — “indennità malattia INPS”, “integrazione datore”, “trattenuta malattia” — che confondono. Ecco come si divide il conto degli stessi quindici giorni.

Chi mette i soldi in quei quindici giorni (versione CCNL commercio)
40%40%20%Indennità INPS (50%)412 €Integrazione del datore412 €Perdita del lavoratore206 €

L’INPS copre meno della metà del conto. Il datore anticipa comunque tutto in busta e poi si conguaglia con l’istituto: la voce “malattia INPS” che si legge nel cedolino è solo contabile, i soldi arrivano tutti dalla stessa azienda.

Obblighi del lavoratore

Avvisare subito l’azienda, farsi rilasciare il certificato telematico dal medico (il numero di protocollo va comunicato al datore) e rispettare le fasce di reperibilità per le visite fiscali. Il datore riceve il certificato direttamente dall’INPS.

Altre guide sullo stipendio

Il tuo stipendio pieno: calcolatore netto. Assenze retribuite diverse: maternità.

Domande frequenti

La malattia è pagata al 100%?

Dipende dal CCNL. L’INPS paga il 50% dal 4º al 20º giorno e il 66,66% dal 21º al 180º; i primi 3 giorni (carenza) sono a carico del datore. Molti contratti — commercio, metalmeccanici, edilizia — obbligano il datore a integrare fino al 100% per i primi mesi.

Quali sono gli orari delle visite fiscali?

Fasce di reperibilità: 10–12 e 17–19 per i dipendenti privati, 9–13 e 15–18 per i pubblici, 7 giorni su 7 compresi festivi. L’assenza ingiustificata fa perdere l’indennità (in tutto o in parte) e può avere conseguenze disciplinari.

Quanto può durare la malattia senza perdere il posto?

Fino al periodo di comporto fissato dal CCNL: tipicamente 180 giorni (6 mesi), a volte 12–13 mesi per anzianità elevate o malattie gravi. Superato il comporto, il datore può licenziare.

Tredicesima, ferie e TFR maturano in malattia?

Sì: nei limiti del periodo di comporto la malattia è coperta da contribuzione figurativa e gli istituti contrattuali continuano a maturare come se si lavorasse.

Redazione Calcolo Stipendio

Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.