Indennità di assessori e vicesindaci: le percentuali rispetto al sindaco e gli importi tipici per fascia di comune.
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Vicesindaco | ≈ 75% del sindaco | nei comuni metropolitani; % minori nelle fasce basse |
| Assessore città metropolitana | ≈ 10.350 €/mese (75%) | |
| Assessore capoluogo | ≈ 6.500–8.000 €/mese | 60–70% a seconda della fascia |
| Assessore comune 10–30 mila ab. | ≈ 1.860 €/mese (45%) | |
| Assessore comune fino 3.000 ab. | ≈ 993 €/mese (45%) |
Le indennità di vicesindaci e assessori sono percentuali di quella del sindaco, definite dal DM 119/2000 e riparametrate dopo la riforma 2022: dal 75% del vicesindaco metropolitano al 45% degli assessori dei comuni minori.
Come per i sindaci, gli importi sono lordi e si dimezzano per i lavoratori dipendenti che non si mettono in aspettativa: un assessore di un comune di 20.000 abitanti che mantiene il proprio impiego percepisce quindi circa 930 € lordi al mese.
Nei comuni sotto i 1.000 abitanti spesso gli assessori rinunciano all’indennità o la riducono per scelta politica: la giunta è di fatto un impegno quasi volontario.
Il numero unico non esiste: l’importo dipende dalla dimensione dell’ente. Il grafico mette in fila tutte le fasce previste dalla legge, così si vede subito dove sta il caso concreto che interessa.
La scala non è proporzionale alla popolazione: tra un comune di 3.000 abitanti e uno di 30.000 (dieci volte più grande) l’indennità cresce solo del 36%, mentre il salto vero avviene sopra i 50.000 abitanti e nei capoluoghi.
Le indennità italiane non nascono da una tabella unica: parlamentari, amministratori locali ed eurodeputati seguono norme diverse, scritte in anni diversi. Messe sullo stesso grafico si nota subito che il vertice non è dove ci si aspetta.
Solo indennità di carica: diaria, rimborsi e gettoni restano fuori. Il consigliere comunale è a zero perché la sua non è una carica retribuita, mentre l’assegno del Presidente della Repubblica è l’unico distribuito su tredici mensilità.
Il paragone più onesto è con quello che porta a casa chi lavora: qui il netto di un assessore comunale è affiancato a quattro buste paga italiane calcolate con le stesse regole IRPEF 2026 usate dal nostro calcolatore.
Le prime quattro colonne sono netti calcolati con IRPEF 2026, detrazioni e addizionali medie; l’ultima è quanto entra davvero ogni mese a un assessore comunale. Il rapporto con lo stipendio medio italiano (1.482 € netti) è di 4,2 volte.
La distanza dallo stipendio medio è il dato che alimenta il dibattito pubblico: non tanto la cifra in sé, quanto il fatto che una parte rilevante non sia tassata come un normale reddito da lavoro.
Per confrontare questi trattamenti con una normale busta paga: calcolatore dello stipendio netto e indice degli stipendi per professione.
Dipende dal comune: da circa 990 € lordi nei paesi più piccoli a oltre 10.000 € nelle città metropolitane, sempre in percentuale sull’indennità del sindaco.
No: senza aspettativa l’indennità è ridotta alla metà.
No, indennità di funzione e gettoni non sono cumulabili: i gettoni spettano ai consiglieri.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.