Lo stipendio del premier italiano: perché percepisce “solo” l’indennità parlamentare e come si confronta con gli altri leader europei.
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Indennità percepita | quella da parlamentare | divieto di cumulo L. 418/1999 |
| Netto indicativo | ≈ 5.000 €/mese | più diaria e rimborso mandato non tassati |
| Compenso per la carica di premier | 0 € | nessuna indennità aggiuntiva |
| Cancelliere tedesco (confronto) | ≈ 30.000 € lordi/mese | oltre 3 volte il lordo italiano |
Il Presidente del Consiglio italiano non riceve alcuno stipendio specifico per la guida del governo: per la legge 418/1999 chi è parlamentare mantiene solo l’indennità della propria Camera, circa 5.000 € netti al mese più diaria e rimborsi.
Nel confronto internazionale è un’anomalia: il cancelliere tedesco supera i 30.000 € lordi mensili, il premier britannico e il presidente francese hanno trattamenti dedicati alla carica. Il premier italiano risulta così tra i capi di governo formalmente meno pagati del G7.
Palazzo Chigi fornisce naturalmente residenza di servizio, staff, trasporti e sicurezza: dotazioni funzionali che non costituiscono reddito personale.
Il lordo pubblicato dice poco: quello che conta è quanta parte viene trattenuta e quanta parte arriva intera perché qualificata come rimborso. Ecco la scomposizione mese per mese.
La fetta blu è la ragione per cui il confronto “lordo contro lordo” inganna: diaria e rimborsi forfettari non entrano nell’imponibile, quindi arrivano interi. Su un dipendente la stessa cifra sarebbe tassata al 43%.
Le indennità italiane non nascono da una tabella unica: parlamentari, amministratori locali ed eurodeputati seguono norme diverse, scritte in anni diversi. Messe sullo stesso grafico si nota subito che il vertice non è dove ci si aspetta.
Solo indennità di carica: diaria, rimborsi e gettoni restano fuori. Il consigliere comunale è a zero perché la sua non è una carica retribuita, mentre l’assegno del Presidente della Repubblica è l’unico distribuito su tredici mensilità.
Il paragone più onesto è con quello che porta a casa chi lavora: qui il netto di un Presidente del Consiglio è affiancato a quattro buste paga italiane calcolate con le stesse regole IRPEF 2026 usate dal nostro calcolatore.
Le prime quattro colonne sono netti calcolati con IRPEF 2026, detrazioni e addizionali medie; l’ultima è quanto entra davvero ogni mese a un Presidente del Consiglio. Il rapporto con lo stipendio medio italiano (1.482 € netti) è di 8,2 volte.
La distanza dallo stipendio medio è il dato che alimenta il dibattito pubblico: non tanto la cifra in sé, quanto il fatto che una parte rilevante non sia tassata come un normale reddito da lavoro.
Per confrontare questi trattamenti con una normale busta paga: calcolatore dello stipendio netto e indice degli stipendi per professione.
In quanto deputata percepisce l’indennità parlamentare (≈ 5.000 € netti più diaria e rimborsi); la carica di Presidente del Consiglio non aggiunge nulla.
Per il divieto di cumulo del 1999: la carica di governo non è retribuita se si è già parlamentari. Gli altri Paesi retribuiscono invece la carica in sé.
La residenza e le strutture di servizio sono dotazioni della carica, non benefit tassati come reddito.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.