Indennità, diaria e rimborsi di un deputato della Camera nel 2026: quanto guadagna davvero un parlamentare tra lordo, netto e voci accessorie.
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Indennità parlamentare lorda | 10.435,00 €/mese | soggetta a IRPEF e trattenute previdenziali |
| Indennità netta | ≈ 5.000 €/mese | dopo trattenute fiscali e previdenziali |
| Diaria di soggiorno a Roma | 3.503,11 €/mese | decurtata in caso di assenze dalle votazioni |
| Rimborso esercizio del mandato | 3.690,00 €/mese | metà a rendicontazione, metà forfettaria |
| Rimborsi trasporti e telefono | ≈ 1.650 €/trimestre | tessera autostradale, treni, voli nazionali |
L’indennità parlamentare è fissata dalla legge 1261/1965 e ancorata al trattamento dei magistrati di Cassazione: per un deputato vale 10.435 € lordi al mese, che scendono a circa 5.000 € netti dopo IRPEF, addizionali e contributi previdenziali interni.
Alla voce principale si sommano però la diaria di soggiorno (3.503,11 €, ridotta di 206,58 € ogni giorno di assenza dalle votazioni oltre la soglia), il rimborso per l’esercizio del mandato (3.690 €, metà dei quali da rendicontare per collaboratori e consulenze) e i rimborsi di trasporto: il “trattamento economico complessivo” dichiarato dalla Camera supera così i 13.900 € mensili.
Diaria e rimborsi non sono imponibili IRPEF: è per questo che il divario tra lordo e disponibilità effettiva è molto più favorevole rispetto a un normale lavoratore dipendente con pari RAL.
Il lordo pubblicato dice poco: quello che conta è quanta parte viene trattenuta e quanta parte arriva intera perché qualificata come rimborso. Ecco la scomposizione mese per mese.
La fetta blu è la ragione per cui il confronto “lordo contro lordo” inganna: diaria e rimborsi forfettari non entrano nell’imponibile, quindi arrivano interi. Su un dipendente la stessa cifra sarebbe tassata al 43%.
Le indennità italiane non nascono da una tabella unica: parlamentari, amministratori locali ed eurodeputati seguono norme diverse, scritte in anni diversi. Messe sullo stesso grafico si nota subito che il vertice non è dove ci si aspetta.
Solo indennità di carica: diaria, rimborsi e gettoni restano fuori. Il consigliere comunale è a zero perché la sua non è una carica retribuita, mentre l’assegno del Presidente della Repubblica è l’unico distribuito su tredici mensilità.
Il paragone più onesto è con quello che porta a casa chi lavora: qui il netto di un deputato è affiancato a quattro buste paga italiane calcolate con le stesse regole IRPEF 2026 usate dal nostro calcolatore.
Le prime quattro colonne sono netti calcolati con IRPEF 2026, detrazioni e addizionali medie; l’ultima è quanto entra davvero ogni mese a un deputato. Il rapporto con lo stipendio medio italiano (1.482 € netti) è di 8,2 volte.
La distanza dallo stipendio medio è il dato che alimenta il dibattito pubblico: non tanto la cifra in sé, quanto il fatto che una parte rilevante non sia tassata come un normale reddito da lavoro.
Per confrontare questi trattamenti con una normale busta paga: calcolatore dello stipendio netto e indice degli stipendi per professione.
L’indennità netta è di circa 5.000 € al mese; sommando diaria (3.503,11 €) e rimborso mandato (3.690 €), entrambi non tassati, la disponibilità mensile complessiva supera i 12.000 €.
Sì, l’indennità parlamentare è reddito assimilato a lavoro dipendente e sconta IRPEF e addizionali. Diaria e rimborsi spese sono invece esclusi da tassazione.
Dal 2012 vige il sistema contributivo: il vitalizio è stato sostituito da una pensione calcolata sui contributi versati, erogata dai 65 anni (60 con almeno 10 anni di mandato).
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.