I consiglieri comunali non hanno stipendio: percepiscono gettoni di presenza per le sedute. Ecco gli importi per fascia di comune.
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Comuni fino a 10.000 ab. | ≈ 18 € a seduta | |
| Comuni 10–30 mila ab. | ≈ 22 € a seduta | |
| Comuni 30–250 mila ab. | ≈ 36–59 € a seduta | per fasce intermedie |
| Comuni oltre 250.000 ab. e capoluoghi | fino a ≈ 103 € a seduta | |
| Tetto mensile | max 1/4 dell’indennità del sindaco | limite di legge ai gettoni cumulati |
Fare il consigliere comunale non è un lavoro retribuito: non esiste stipendio, solo il gettone di presenza per la partecipazione effettiva a consigli e commissioni, con importi che vanno da circa 18 € nei piccoli comuni a poco più di 100 € nelle grandi città.
La legge fissa un tetto: i gettoni mensili non possono superare un quarto dell’indennità del sindaco. Anche nei capoluoghi, quindi, un consigliere molto presente raramente supera qualche centinaio di euro al mese.
I datori di lavoro devono concedere permessi per le sedute; i lavoratori dipendenti hanno diritto ai permessi retribuiti nei limiti di legge, rimborsati dal comune al datore.
Il numero unico non esiste: l’importo dipende dalla dimensione dell’ente. Il grafico mette in fila tutte le fasce previste dalla legge, così si vede subito dove sta il caso concreto che interessa.
Il gettone è legato alla presenza effettiva: senza sedute non si percepisce nulla. Il rapporto tra il comune più piccolo e il capoluogo è di circa 1 a 5,7, molto meno del salto di responsabilità tra i due contesti.
Le indennità italiane non nascono da una tabella unica: parlamentari, amministratori locali ed eurodeputati seguono norme diverse, scritte in anni diversi. Messe sullo stesso grafico si nota subito che il vertice non è dove ci si aspetta.
Solo indennità di carica: diaria, rimborsi e gettoni restano fuori. Il consigliere comunale è a zero perché la sua non è una carica retribuita, mentre l’assegno del Presidente della Repubblica è l’unico distribuito su tredici mensilità.
Il paragone più onesto è con quello che porta a casa chi lavora: qui il netto di un consigliere comunale è affiancato a quattro buste paga italiane calcolate con le stesse regole IRPEF 2026 usate dal nostro calcolatore.
Le prime quattro colonne sono netti calcolati con IRPEF 2026, detrazioni e addizionali medie; l’ultima è quanto entra davvero ogni mese a un consigliere comunale. Il rapporto con lo stipendio medio italiano (1.482 € netti) è di 0,3 volte.
Qui il problema è l’opposto di quello che si racconta di solito: la carica resta sotto lo stipendio medio italiano pur richiedendo sere, weekend e responsabilità amministrativa. È la ragione per cui nei comuni più piccoli le liste faticano a chiudersi.
Per confrontare questi trattamenti con una normale busta paga: calcolatore dello stipendio netto e indice degli stipendi per professione.
No: percepisce solo gettoni di presenza per le sedute a cui partecipa, da circa 18 a poco più di 100 € a seduta secondo la dimensione del comune.
Con 4–6 sedute mensili tra consiglio e commissioni, tipicamente 400–600 € lordi, comunque entro il tetto di 1/4 dell’indennità del sindaco.
Sì, come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, con ritenuta operata dal comune.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.