Le indennità dei sindaci italiani dopo la riforma della legge di bilancio 2022, a regime dal 2024: dal piccolo comune a Roma Capitale.
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Roma e città metropolitane | 13.800 €/mese | 100% dell’indennità del presidente di regione |
| Capoluoghi di regione | 11.040 €/mese | 80% |
| Capoluoghi di provincia | 9.660 €/mese | 70% |
| Comuni oltre 50.000 ab. | 6.210 €/mese | 45% |
| Comuni 30.001–50.000 ab. | 4.830 €/mese | 35% |
| Comuni 10.001–30.000 ab. | 4.140 €/mese | 30% |
| Comuni 5.001–10.000 ab. | 4.002 €/mese | 29% |
| Comuni 3.001–5.000 ab. | 3.036 €/mese | 22% |
| Comuni fino a 3.000 ab. | 2.208 €/mese | 16% |
La legge di bilancio 2022 (L. 234/2021) ha riformato le indennità dei sindaci agganciandole a quella del presidente di regione (13.800 € lordi): ogni fascia demografica riceve una percentuale, a regime dal 2024.
Gli importi sono lordi e soggetti a IRPEF; per i lavoratori dipendenti non in aspettativa l’indennità è dimezzata. Il netto di un sindaco di un comune medio (30–50 mila abitanti) si aggira quindi sui 2.700–2.900 €.
Vicesindaci e assessori percepiscono una percentuale dell’indennità del sindaco; nei comuni più piccoli restano importi modesti rispetto alle responsabilità (protezione civile, firma degli atti, reperibilità continua).
Il numero unico non esiste: l’importo dipende dalla dimensione dell’ente. Il grafico mette in fila tutte le fasce previste dalla legge, così si vede subito dove sta il caso concreto che interessa.
La scala non è proporzionale alla popolazione: tra un comune di 3.000 abitanti e uno di 30.000 (dieci volte più grande) l’indennità cresce solo del 36%, mentre il salto vero avviene sopra i 50.000 abitanti e nei capoluoghi.
Le indennità italiane non nascono da una tabella unica: parlamentari, amministratori locali ed eurodeputati seguono norme diverse, scritte in anni diversi. Messe sullo stesso grafico si nota subito che il vertice non è dove ci si aspetta.
Solo indennità di carica: diaria, rimborsi e gettoni restano fuori. Il consigliere comunale è a zero perché la sua non è una carica retribuita, mentre l’assegno del Presidente della Repubblica è l’unico distribuito su tredici mensilità.
Il paragone più onesto è con quello che porta a casa chi lavora: qui il netto di un sindaco è affiancato a quattro buste paga italiane calcolate con le stesse regole IRPEF 2026 usate dal nostro calcolatore.
Le prime quattro colonne sono netti calcolati con IRPEF 2026, detrazioni e addizionali medie; l’ultima è quanto entra davvero ogni mese a un sindaco. Il rapporto con lo stipendio medio italiano (1.482 € netti) è di 5,5 volte.
La distanza dallo stipendio medio è il dato che alimenta il dibattito pubblico: non tanto la cifra in sé, quanto il fatto che una parte rilevante non sia tassata come un normale reddito da lavoro.
Per confrontare questi trattamenti con una normale busta paga: calcolatore dello stipendio netto e indice degli stipendi per professione.
Come sindaco di città metropolitana percepisce l’indennità massima: 13.800 € lordi al mese, pari a quella di un presidente di regione.
Nei comuni fino a 3.000 abitanti l’indennità è di 2.208 € lordi; se il sindaco è un dipendente non in aspettativa, scende alla metà.
Per gli amministratori in aspettativa l’ente versa i contributi figurativi; l’indennità in sé è tassata come reddito assimilato.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.