Stipendio di un eurodeputato al Parlamento europeo: indennità unica europea, imposta UE, diaria giornaliera e budget per gli assistenti.
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Indennità lorda mensile | ≈ 10.400 € | 38,5% dello stipendio base di un giudice della Corte di giustizia |
| Netto dopo imposta UE | ≈ 8.100 € | imposta comunitaria + contributo assicurativo |
| Diaria giornaliera | 350 € | per ogni giorno di presenza alle attività parlamentari |
| Indennità spese generali | ≈ 4.950 €/mese | ufficio, telefono, materiale nel collegio |
| Budget assistenti | ≈ 28.700 €/mese | gestito dal Parlamento, non entra in busta |
Dal 2009 tutti gli eurodeputati percepiscono la stessa indennità, pari al 38,5% dello stipendio base di un giudice della Corte di giustizia UE: circa 10.400 € lordi al mese, tassati con l’imposta comunitaria (più favorevole dell’IRPEF) per un netto attorno a 8.100 €. L’Italia non applica imposte aggiuntive sull’indennità.
A questo si aggiungono la diaria di 350 € per ogni giorno di presenza (che nelle settimane di plenaria vale 1.400–1.750 €), l’indennità per spese generali di quasi 5.000 € mensili e i rimborsi di viaggio.
Il budget per gli assistenti parlamentari (circa 28.700 € al mese) è amministrato direttamente dal Parlamento: non transita dal conto dell’eurodeputato.
Il lordo pubblicato dice poco: quello che conta è quanta parte viene trattenuta e quanta parte arriva intera perché qualificata come rimborso. Ecco la scomposizione mese per mese.
La fetta blu è la ragione per cui il confronto “lordo contro lordo” inganna: diaria e rimborsi forfettari non entrano nell’imponibile, quindi arrivano interi. Su un dipendente la stessa cifra sarebbe tassata al 43%.
Le indennità italiane non nascono da una tabella unica: parlamentari, amministratori locali ed eurodeputati seguono norme diverse, scritte in anni diversi. Messe sullo stesso grafico si nota subito che il vertice non è dove ci si aspetta.
Solo indennità di carica: diaria, rimborsi e gettoni restano fuori. Il consigliere comunale è a zero perché la sua non è una carica retribuita, mentre l’assegno del Presidente della Repubblica è l’unico distribuito su tredici mensilità.
Il paragone più onesto è con quello che porta a casa chi lavora: qui il netto di un europarlamentare è affiancato a quattro buste paga italiane calcolate con le stesse regole IRPEF 2026 usate dal nostro calcolatore.
Le prime quattro colonne sono netti calcolati con IRPEF 2026, detrazioni e addizionali medie; l’ultima è quanto entra davvero ogni mese a un europarlamentare. Il rapporto con lo stipendio medio italiano (1.482 € netti) è di 8,8 volte.
La distanza dallo stipendio medio è il dato che alimenta il dibattito pubblico: non tanto la cifra in sé, quanto il fatto che una parte rilevante non sia tassata come un normale reddito da lavoro.
Per confrontare questi trattamenti con una normale busta paga: calcolatore dello stipendio netto e indice degli stipendi per professione.
Il lordo è simile (≈ 10.400 €), ma il netto è più alto (≈ 8.100 contro ≈ 5.000 €) grazie alla tassazione comunitaria agevolata.
No: i 350 € giornalieri spettano solo per i giorni di presenza registrata alle attività del Parlamento, con riduzioni per chi salta le votazioni in plenaria.
Sull’indennità pagano l’imposta UE alla fonte; l’Italia non applica un prelievo aggiuntivo. Gli altri redditi personali restano tassati normalmente in Italia.
Aliquote, scaglioni, detrazioni e massimali sono trascritti dalle fonti primarie citate in pagina e confrontati con i valori di controllo pubblicati in metodologia. Chi cura il sito, con quali verifiche e con quale calendario di aggiornamento è spiegato in redazione e metodo.